Yoga e tango, collegamenti e assonanze

Perché accostare due cose apparentemente lontanissime come lo yoga e il tango argentino? Da anni pratico entrambe, e mi piace l’idea di condividere con voi un po’ della mia esperienza col tango e le assonanze che ho trovato con lo yoga.

dal film "Lezione di tango"
dal film "Lezione di tango"

Il tango e lo yoga si sviluppano in una dimensione interiore, come dialoghi non verbali.

Il tango è una danza basata sull’improvvisazione; viene generalmente banalizzato dai media come una danza sexy, invece nell’abbraccio dei due corpi in movimento c’è una ricerca sottile di contatto e ascolto, energia e movimento.

Lo yoga ci consente di raggiungere una profonda conoscenza e consapevolezza del corpo fisico, mentale ed emotivo, e questa è un’arte. Attraverso lo yoga scopriamo il nostro asse ed esploriamo come mantenere l’equilibrio durante il movimento; prendiamo atto che viviamo dentro gli elementi esterni come la forza di gravità, la terra, il cielo e che possiamo entrarci in sintonia e utilizzarli per muoverci armonicamente nello spazio. Quindi ogni movimento diventa pieno e intelligente, uno strumento di conoscenza e espressione delle nostre emozioni profonde che nascono proprio della connessione con noi stessi e gli elementi esterni.

Nel tango creiamo questa connessione con l’altro attraverso le due energie che si incontrano; inizia la musica e ci sintonizziamo con il corpo dell’altro, siamo in ascolto, diventiamo permeabili alle frequenze che l’altra persona emana e nel medesimo tempo lo siamo verso noi stessi e la musica. Siamo entrambi sensibili, simultaneamente ricettivi e attivi

Nello sviluppo del movimento tecnico del tango, tra due corpi si crea l’energia che genera figure e forme dinamiche. I corpi diventano leggeri ed eleganti in un dialogo dove, in un divenire ritmico, si diventa cedevoli e forti. Il passo energico, il busto morbido e le spalle rilassate, perché dobbiamo respirare e non trattenere… dobbiamo respirare per non avere tensioni e per rimanere in asse.

Il ballerino si sente come lo yogi: in un momento di sospensione dove l’io è fuso con tutto ciò che lo circonda, siamo in meditazione.

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